Melissa e la Puglia che non vuole chiudere gli occhi
Perché abbiamo deciso di essere in Puglia il 28 maggio scorso? Certo per parlare di libri, cultura e immaginario, le armi che come Stopndrangheta abbiamo scelto di puntare contro la criminalità organizzata. Ma anche, dopo la bomba di Brindisi e la morte di Melissa Bassi, per testimoniare attenzione e vicinanza all’impegno antimafia espresso dal territorio pugliese. Come sempre, però, a indicare il senso vero sono state le sorprese non messe in conto.
San Giorgio Ionico prova ad ingannare travestendosi da paesino di provincia. Ma poi cominci a conoscerlo nei racconti di chi lo ama e ti accorgi di non aver capito niente. Perché Francesco, Baldo, Massimiliano, Giusy, Tonia e Giuseppe ti parlano della loro terra come di una sposa tradita. La Puglia autentica tra San Giorgio e Taranto esplode nelle sue contraddizioni. Una terra bellissima, nella quale ai doni della natura si uniscono con armonia quelli degli uomini e delle donne giunti per secoli da terre lontane, e che sembra quasi presa in ostaggio da una tardiva e violenta rivoluzione industriale. L’Ilva, l’Eni e gli altri grandi mostri ci provano ad agguantare un mare cristallino, ti uccidono l’aria ed il futuro, ti colorano le case come non vorresti, ma ti imprigionano nella certezza che se venissero dismesse la disperazione lavorativa sommergerebbe la città. E Taranto vive di rimpianti e di impronte, quelle lasciate dagli uomini del mare che l’hanno resa bella per secoli e quelle degli uomini dellacciaio che feriscono il cielo di ciminiere. Ma poi basta scendere tra i vicoli ciechi della città vecchia a scoprire la vita. Anche la criminalità organizzata nel tarantino si mimetizza bene. Non ha un nome, non ha un’identità definita, qualcuno addirittura sostiene che non esista. Ma c’è gente che non ha alcuna intenzione di chiudere gli occhi e di correre lo stesso rischio dei siciliani e dei calabresi, illusi per decenni che mafia e ‘ndrangheta, sempre che esistessero, non fossero né temibili né dilaganti.
A San Giorgio Ionico non ce la fanno proprio a stare con le mani in mano. Un gruppo di ragazzi, tutti giovani a modo loro, organizza, crea, denuncia, disfa e fa. Soprattutto parla e vuole far parlare. Sono un movimento politico, ma non amano ripeterselo. Ed allora decidono che un libro come Dimenticati, anche se parla di vittime di una mafia diversa e di una terra distante, possa giocare un ruolo fondamentale anche in Puglia. Delle vittime cadute nell’oblio, degli inganni di una criminalità che tutto desidera fuorchè essere decifrata, bisogna parlarne. Ora e subito. E farlo ai ragazzi ed ai bambini dell’istituto comprensoriale Giovanni Pascoli che per tre ore, la mattina del 28 maggio scorso, hanno ascoltato attenti parole e pensieri e, quando è arrivato il loro turno, hanno sorpreso tutti con la loro voglia di capire e tenere gli occhi aperti. Una bella lezione della Puglia di Melissa.






