La villa di Lollò Cartisano animata da 40 ragazzi della Locride
Si sono appena conclusi, nella Locride, i due campi estivi organizzati da Libera e dall’Associazione Don Milani. Quaranta ragazzi tra i 6 e i 16 anni sono stati ospitati a Bovalino (dal 6 al 12 luglio e dal 20 al 26 luglio) nella villa di Adolfo Cartisano, accompagnati da volontari del Don Milani provenienti dal Trentino e dall’Emilia Romagna. La villa di Lollò Cartisano, fotografo sequestrato dalla ‘ndrangheta il 23 luglio 1993, i cui resti sono stati ritrovati nel 2003 in Aspromonte, messa a disposizione dai famigliari con l’intento di restituire la gioia e la vita delle risate dei ragazzi, è stata la splendida cornice dei campi estivi. Tante le attività programmate dagli organizzatori, per insegnare con il gioco, la cultura della legalità, del senso civico e della non violenza. Le giornate intense sono servite ai giovani ospiti dei campi estivi ad acquisire regole sociali e sviluppare la cooperazione attraverso giochi ed esercizi di interazione, organizzati sia sulla spiaggia che nel giardino della villa, ma anche a vivere la quotidianità dell’altro, rafforzando i rapporti personali e ricercando momenti di riflessione, di incontro e di confronto. I ragazzi hanno inoltre visitato altre spiagge della costa Jonica per sviluppare la conoscenza dell’ambiente marino e litoraneo e il rispetto dell’ambiente, per ammirare le bellezze paesaggistiche dell’aria grecanica e della costa viola: in tal modo i campi sono serviti a incentivare la responsabilità ed il senso di comunità anche attraverso la semplice collaborazione nella gestione delle mansioni domestiche. La convivenza con la famiglia Cartisano è stata una testimonianza diretta della triste e tragica vicenda del sequestro di Lollò: la loro accoglienza e la loro testimonianza hanno portato i ragazzi ad una maggiore conoscenza e consapevolezza del fenomeno della criminalità organizzata e dei suoi effetti sulle stesse vittime.
Tra le attività di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva realizzate dai minori, particolare interesse ha suscitato la raccolta, la colorazione e la successiva collocazione di pietre sulla spiaggia adiacente alla villa, per realizzare una gigantografia della scritta PACE con relativo simbolo visibile anche dall’alto del cielo e la costruzione di tre aquiloni, simboli di libertà e di lungimiranza, sui quali è stato riportato il logo di Libera, diviso in sillabe. «L’opera» spiega Francesco Riggitano, responsabile di Libera Locride «aveva il duplice intento di interiorizzare il significato della parola PACE, scelta dagli stessi minori, contrapponendola alla quotidianità influenzata dalla mafia e porsi come simbolo dell’esperienza».
La mattina del 22 luglio, a conclusione dei campi, i ragazzi hanno partecipato alla "marcia della memoria" svolta a Pietra Cappa, il luogo dell’Aspromonte ove sono stati ritrovati i resti di Adolfo Cartisano. Il tragitto, diviso in sei tappe, ha previsto, ad ogni sosta, la testimonianza di un familiare, che ha raccontato la propria storia. Tra loro anche Mario Congiusta, che ricorda: «Ho ammirato la grande maturità dei ragazzi. Nonostante il percorso difficoltoso e la calura estiva, si sono dimostrati volenterosi e desiderosi di raggiungere la meta. Emozione e phathos hanno caratterizzato ogni tappa, fino a quella conclusiva, in cui Deborah Cartisano ha condiviso con tutti la propria terribile esperienza». In serata Don Tonio Dell’Olio ha celebrato una Santa messa in ricordo di Lollò e di tutte le vittime di mafia, mentre i bambini illuminavano con candele la scritta PACE (sulla spiaggia davanti alla villa) ed hanno brevemente esposto il lavoro con gli aquiloni.
Questo il commento finale di Francesco Riggitano: «Entrambi i campi estivi hanno avuto dei risvolti molto positivi sui minori: oltre a trasmettere un chiaro messaggio di pace, libertà e convivenza, hanno permesso di affrontare le problematiche quotidiane dei ragazzi, che hanno partecipato con vivo entusiasmo. La positività dell’esperienza si è potuta leggere negli occhi dei partecipanti che hanno potuto riportare a casa la consapevolezza di avere una responsabilità e di essere parte attiva per il cambiamento e la diffusione della legalità nel proprio territorio. L’augurio è che questa esperienza continui negli anni successivi con esiti sempre più positivi».






