Caso Tizian: siamo tutti dalla stessa parte
La controversa vicenda degli inchini alla ‘ndrangheta durante le
processioni religiose si arricchisce di un nuovo e capitolo: da più
parti e con disarmante puntualità nella Locride si insorge contro le
dichiarazioni di un coraggioso giornalista antimafia accusato, a torto,
di aver strumentalizzato la vicenda per farsi pubblicità. A finire nel
mirino è ancora una volta Giovanni
Tizian, cronista dell’Espresso originario di Bovalino, da tre anni sotto
scorta per le sue inchieste sulle infiltrazioni nella ricca Emilia
Romagna della ‘ndrangheta della Locride, figlio di una vittima della
‘ndrangheta, da sempre impegnato nell’antimafia sociale.
Il caso
Tizian scoppia all’indomani di un focus della trasmissione “Uno Mattina
Estate” sui fatti di Oppido Mamertina, con l’intervento del sindaco del
paese, del vescovo di Cosenza Salvatore Nunnari e dello stesso
giornalista calabrese. Tizian ricorda di aver assistito da bambino ad
alcune processioni con tanto di inchino ai boss, non riferendosi in
particolare a Bovalino, ma citando ricordi che purtroppo possono essere
condivisibili dalla maggioranza dei calabresi. Da quel momento Tizian
viene additato pubblicamente come ciarlatano che sfrutta il nome di
Bovalino per costruire la propria carriera, addirittura il consiglio
comunale del Comune della città si è occupato della vicenda per
tutelare il buon nome del paese e della processione del Santo Patrono
San Francesco da Paola, tra l’altro mai chiamato in causa dallo stesso
giornalista.
Se il fatto fosse esistito, sarebbe stato certamente
giusto indignarsi contro chi sparla di un evento sacro a cui si è
intimamente legati. Allo stesso modo e per gli stessi motivi
occorrerebbe altrettanta foga nell’indignazione per un inchino che
avviene ad Oppido Mamertina come in altri paesi. Altrettanto puntuale e
coordinato dovrebbere l’impegno nel prendere posizione contro le cosche
che infangano la Calabria e i calabresi onesti.
I fatti sono
chiari: non si è parlato di Bovalino durante la trasmissione e gli
attacchi al giornalista sono pretestuosi e diretti a screditarlo davanti
all’opinione pubblica.
L’Associazione Libera, Stopndrangheta.it e
l’Associazione DaSud esprimono piena solidarietà a Giovanni Tizian e
invitano i calabresi a una profonda riflessione: come ricorda sempre don
Luigi Ciotti dobbiamo scegliere da che parte stare. Con responsabilità e
impegno essere contro le mafie e per un’altra Calabria.
Mimmo Nasone – Libera Calabria
Deborah Cartisano – Libera Locride
Alessio Magro – Stopndrangheta.it
Danilo Chirico- DaSud






