PER GIUSEPPE, PER I GIOVANI DI REGGIO, PER TUTTI!
Quando, il 7 gennaio
2011, Giuseppe è stato ammazzato – per strada, in piena città, in mezzo al
traffico, di pomeriggio -, per qualche giorno se n’è parlato molto, sui media
e tra la gente; … con commozione. Forse perché l’hanno fatto sotto gli
occhi del suo bambino, di meno di due anni.
Un mese dopo, un
corteo d’oltre mille persone ha sfilato lungo corso Garibaldi, sino al luogo
dell’omicidio. Tutti eravamo stati invitati a partecipare e, ai negozi dinanzi
a cui passavamo, era stato chiesto di spegnere le luci o abbassare la
saracinesca, come segno di vicinanza. Già allora non tutti vollero rispondere:
tanti hanno continuato il loro passeggio e solo tre negozi hanno aderito alla
proposta.
Purtroppo la maggior
parte degli abitanti di Reggio digerisce in fretta tutto questo, forse con
l’illusione che così si guarda avanti e che le cose cambino
miracolisticamente; oppure con la rassegnazione che niente potrà cambiare … in
attesa del prossimo morto.
Stavolta non vogliamo
arrenderci! È stato ammazzato un ragazzo! NORMALE! Non possiamo permetterci più
di far finta di niente: sarebbe come se dicessimo ai ragazzi – normali – che
non c’importa se vengono uccisi! che in questa città possono morire! DA SOLI!
E comunque noi non
vogliamo arrenderci, né far finta di niente! mettendoci la faccia, personalmente!
Continuiamo a dire BASTA! a chi crede di poter ancora uccidere impunemente e a
chi rimane chiuso nell’indifferenza, per fatalismo o per paura.
Alle Istituzioni
chiamate a scoprire i colpevoli chiediamo: aiutateci a far crescere la fiducia
nel vostro operato, rompendo anche voi col silenzio; perché non diventi
definitiva la sfiducia che da tanto tempo, spesso non senza ragione,
sperimentiamo nel sud.
Chiedere
GIUSTIZIA
non è desiderio di vendetta:
è
chiedere,
responsabilmente, verità!
NON SI Può LASCIAR MORIRE giuseppe DUE VOLTE!
Se condividi con noi
queste scelte, partecipa anche tu al corteo che mercoledì 7 marzo, alle ore 18,
partirà dal luogo dove Giuseppe è stato ammazzato, in via De Nava. Lì ci
stringeremo con un solenne impegno di riscossa e, attraversando corso
Garibaldi, giungeremo dinanzi alla Questura. Cammineremo con cartelli e
striscioni, lasciando che parli soltanto il volto sorridente di Giuseppe.






