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Pasqua, prete cambia processione: basta con la ‘ndrangheta

STEFANACONI (VIBO VALENTIA) – Ha dovuto cambiare le regole consolidate della processione per evitare che la ‘ndrangheta continuasse a monopolizzare un rito antico e molto sentito dalla popolazione. Padre Salvatore Santaguida, 36 anni, ordinato nei diocesani, studi alla Gregoriana, parroco di Stefanaconi, mille anime nella provincia di Vibo Valentia, ha deciso ancora una volta di sfidare la ‘ndrangheta, nonostante le mille intimidazioni e le minacce di morte subite. Le regole diverse riguardano la processione della "Affruntata", rappresentazione sacra della rivelazione del Cristo alla Madonna dopo la resurrezione, che si svolge la mattina di Pasqua. Una rappresentazione complessa, con momenti di vero e proprio teatro, alla quale la popolazione di Stefanaconi attribuisce grande valore religioso. Fino allo scorso anno, la parrocchia procedeva ad una specie di gara d’appalto per stabilire chi dovesse portare sulle spalle le due statue. Come per gli incanti dei lavori pubblici, chi offriva di più, in busta chiusa, aveva l’onore di diventare il ‘portantino’ ufficiale. Un incarico divenuto, con il tempo, simbolo di grande potere sociale. Per questo la ‘ndrangheta ha sempre fatto in modo di mandare a fare il portantino esponenti delle cosche vincenti. A ‘svelare’ le turbative all’ appalto era stato un pentito, Rosario Michenzi. E nonostante il vescovo di Mileto, Domenico Tarciso Cortese, avesse emanato da anni un documento per bandire l’appalto dalla sacra rappresentazione, non c’è stato niente da fare. Sotto le statue c’erano sempre uomini di mafia. Ma padre Salvatore Santaguida non ha rinunciato a quella che si ostina a chiamare ”operazione trasparenza”. E con una lunga lettera ai fedeli, riuniti per la funzione del sabato santo, ha spiegato che ”cosi’ non si va avanti” e che ”l’opportunità di portare le statue deve essere data a tutti, anche a chi non ha denaro da offrire”. Cosi’, i fedeli che potranno portare le statue saranno sorteggiati perche’ ”non possiamo far finta di niente – scrive Santaguida nella missiva – quando la chiesa stessa viene accusata di accettare compromessi con la malavita. A me non sta bene”.Un modo come un altro per togliere spazio alla ‘ndrangheta che, a Stefanaconi, ha sempre avuto grande influenza. ”Certo, un po’ di paura ce l’ho – ha detto padre Santaguida -. Anche questo e’ un voler togliere terreno alla mafia. Negli anni ho subito intimidazioni e minacce piu’ o meno esplicite, ma ormai ci convivo, con la paura. D’altra parte, bisogna pur dare la nostra testimonianza”.