Medico assassinato mentre visita un paziente
BIANCO – Al secondo tentativo, l’esecuzione è stata portata a termine. Stefano Ceratti, 55 anni, medico specializzato in cardiologia, si è accasciato sotto i colpi di un killer solitario. E morto nel suo studio di Bianco, un paese della Locride a 84 chilometri da Reggio Calabria, mentre controllava l’elettrocardiogramma di un paziente. Contro di lui hanno esploso l’intero caricatore di una pistola calibro 7,65. E un delitto che colpisce, soprattutto perche’ compiuto all’ indomani delle elezioni. La vittima era segretario della sezione Dc di Caraffa di Bianco. Ma ormai in questa zona la violenza sembra regnare. A poche centinaia di metri dal luogo di questo nuovo omicidio c’è l’azienda di Vincenzo Medici, in ostaggio nelle prigioni dell’Anonima sequestri dal 21 dicembre 1989. E il paziente al quale il medico ucciso stava facendo l’elettrocardiogramma sostiene di non aver visto nulla. Anche se il killer era a volto scoperto, l’unico testimone non aiuta gli investigatori. Tanto che il giudice ha ipotizzato di incriminarlo per favoreggiamento. Stefano Ceratti aveva l’incarico di medico condotto di Caraffa di Bianco, un paese della Locride, e uno studio nel centro di Bianco. La moglie Anna Maria Nicita e’ preside della scuola media di Gerace. Aveva tre figli: due maschi e una bambina di soli 8 anni. Una famiglia benestante, vissuta con l’incubo della vendetta. Il primo lutto risale al 1978. Ignoti sicari ammazzano Umberto Ceratti, padre del medico e direttore dell’ ufficio postale. Poi nel novembre del 1984 un nuovo, misterioso agguato. Stefano Ceratti e’ in compagnia dei fratelli Pasquale e Adolfo. Da un’ auto aprono il fuoco contro di loro. I colpi vanno a vuoto, la paura rimane. Un mese dopo un altro tentativo. La macchina di Pasquale Ceratti viene crivellata di proiettili. L’ uomo si salva e dichiara di aver riconosciuto due degli sparatori: Giuseppe Cidoni e Vincenzo Bagnato. Nel processo di primo grado Giuseppe Cidoni, veterinario, e Vincenzo Bagnato, impiegato comunale, sono stati assolti con formula dubitativa. Ma la pubblica accusa ha chiesto il rinvio in appello. E il 25 ottobre dello scorso anno proprio alla vigilia di questo nuovo dibattimento Giuseppe Cidoni e’ stato assassinato. Questi episodi hanno portato gli inquirenti a ipotizzare la possibilita’ di una faida. Bagnato e’ cognato del boss Filippo Marrapodi, esponente di una famiglia di Casignana massacrata dai killer. Anche i Ceratti hanno proprieta’ nello stesso paese. E li’ dall’ inizio degli anni Ottanta si e’ acceso un violentissimo scontro. Quattro familiari dei Marrapodi sono morti sotto il fuoco delle lupare. Comunque si tratta soltanto di un’ipotesi. I Ceratti sono una famiglia di professionisti e piccoli imprenditori, proprietari di vigne dove viene prodotto un celebre vino, il Greco. Terreni che potrebbero aver fatto gola ai potenti clan della zona, come già è successo per le serre di Vincenzo Medici.






