Infinito, 110 condanne alle ‘ndrine lombarde
MILANO – Dopo due giorni di attesa si è i è concluso con 110
condanne, fino a 16 anni di reclusione, cinque assoluzioni e quattro non luogo
a procedere (uno per estinzione del reato per morte del reo) il maxi processo
milanese alla ‘ndrangheta. Il gup di Milano Roberto Arnaldi ha emesso il suo
verdetto confermando l’impianto accusatorio sull’esistenza di una cupola
lombarda. Le 110 condanne inflitte agli imputati prevedono pene che vanno da 16
anni ad 1 anno e 4 mesi di reclusione. Quanto alle parti civili il gup ha
rinviato le quantificazioni «in altra sede civile». Il procedimento con rito
abbreviato era stato scelto dai 119 imputati coinvolti a Milano nelle
operazioni "Infinito" e "Tenacia" che con gli arresti del
luglio 2010 hanno smantellato la rete di infiltrazioni ‘ndranghetiste in
Lombardia.
APPLAUSI – La lettura del dispositivo della sentenza che
portato alla condanna 110 persone è stata accolta da fragorosi applausi e
insulti all’indirizzo dei magistrati e anche degli avvocati da parte dei
detenuti seduti nelle gabbie nell’aula bunker di Via Ucelli di Nemi. Il
verdetto è stato atteso per lunghe ore dagli imputati trasferiti dalle carceri
sparse in tutta Italia e che, venerdì, avevano contestato l’annuncio del
giudice di rinviare la lettura della sentenza a sabato.
L’incontro di Paderno Dugnano del 2009 ripreso dai
carabinieri
IL CAPO DEI CAPI – Pasquale Zappia, indicato come il
"capo dei capi" della cupola in Lombardia – "eletto" ai
vertici nell’ ormai proverbiale riunione tra i capi cosca filmata dagli
investigatori il 31 ottobre 2009 nel centro «Falcone-Borsellino» di Paderno
Dugnano (Milano) – è stato condannato a 12 anni di carcere. Il presunto boss è
stato colto da malore in aula, dopo la lettura della sentenza, ed è stato
portato via da un’ambulanza che ha lasciato l’aula bunker a sirene spiegate.
LE CONDANNE – La condanna più alta, 16 anni di carcere
(contro i 20 chiesti dai pm Alessandra Dolci della Dda, Paolo Storari e Ilda
Boccasini), è stata inflitta ad Alessandro Manno, considerato il capo della
"locale" di Pioltello; 14 anni a Vincenzo Mandalari considerato
dall’accusa un altro capo di "locale". Stessa condanna a 14 anni per
Cosimo Barranca, indicato come il boss della cosca di Milano. Dodici gli anni
di carcere, come detto, per Pasquale Zappia. L’ex sindaco del Comune di
Borgarello in provincia di Pavia, Pasquale Valdes, è stato condannato a un anno
e quattro mesi, pena sospesa, per turbativa d’asta. Assolto, come richiesto dai
pm, l’ex assessore provinciale milanese Antonio Oliverio.






