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Ndrangheta: ucciso il figlio dell’ex politico Udc Inzitari

TAURIANOVA – Non gli hanno lasciato scampo. Probabilmente non si è neanche accorto di quanto stava per accadere, quando quelle due persone gli si sono avvicinate e poi lo hanno fulminato sparandogli contro dieci colpi di pistola calibro 9×21. E’ morto così Francesco Maria Inzitari, 18 anni appena, di Rizziconi, ucciso davanti ad una pizzeria di Taurianova dove si stava recando per partecipare alla festa di compleanno di un’amica. Un cognome conosciuto, quello della giovane vittima, che potrebbe anche essere all’origine del suo omicidio. Il padre, Pasquale Inzitari, imprenditore, per anni è stato un politico di primo piano della piana di Gioia Tauro, ricoprendo anche l’incarico di vice sindaco e assessore di Rizziconi e arrivando alla candidature per le politiche del 2006 con l’Udc senza essere eletto. La sua carriera politica si è interrotta nel maggio del 2008, quando è stato arrestato insieme a Domenico Rugolo, di 73 anni, considerato uno dei boss della ‘ndrangheta della Piana. E nel settembre scorso è giunta la condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, ma la prima pista che intendono seguire per dare un volto agli assassini di Francesco Maria è proprio quella della vendetta trasversale. Perché di sicuro il delitto è di chiaro stampo mafioso, tant’è che l’inchiesta, condotta dai carabinieri, dopo i primi atti urgenti della Procura di Palmi, passerà alla Dda di Reggio Calabria. Inzitari, che si trova ai domiciliari e non ha mai collaborato con gli inquirenti, era anche il cognato di Nino Princi, l’imprenditore morto nel maggio 2008 in seguito all’esplosione di una bomba sotto la sua auto e che, a sua volta, era il genero di Rugolo. Inzitari, secondo gli inquirenti, è stato la mente imprenditoriale della costruzione del centro commerciale Parco degli Ulivi di Rizziconi, realizzato, secondo l’accusa, su terreni acquistati in precedenza a prezzi agricoli da prestanome della cosca Crea, una volta alleata con quella dei Rugolo. I terreni passarono poi alla società Devin, di cui Inzitari era socio, che vi costruì il centro commerciale. Ma l’imprenditore, per sottrarsi alle continue richieste di denaro e lavori dei Crea, si sarebbe rivolto al cognato Princi che, secondo l’accusa, fece arrestare, nel luglio 2007, dopo una decina d’anni di latitanza, il presunto boss Teodoro Crea anche allo scopo di dare totale campo libero al suocero Domenico Rugolo. Per quell’intervento, Princi, secondo le indagini condotte dalla Dia reggina, sarebbe diventato socio occulto della Devin al 16%. La società fu successivamente ceduta, nel 2007, al Credit Suisse per oltre 11 milioni di euro. Gli investigatori puntano sulla vendetta anche perché Francesco Maria Inzitari era ”assolutamente incensurato”, come ha detto un inquirente. Il giovane, nel luglio del 2007, fu ferito da una coltellata in circostanze che il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, ha definito oggi ”poco chiare”. A colpirlo, pochi giorni dopo l’arresto di Crea, fu un minorenne imparentato col boss. Al di là di quelli che saranno gli aspetti giudiziari, comunque, Pignatone ha evidenziato che ”l’aspetto caratterizzante” dell’omicidio del diciottenne ”e’ la logica perversa che coinvolge e travolge tutto e tutti con una ferocia eccezionale. L’omicidio si segnala soprattutto per la ferocia e toglie ogni dubbio, ammesso che ve ne potessero essere, sul fatto che la ‘ndrangheta non guarda in faccia a nessuno e pregiudica qualunque possibilità di vita civile in Calabria”.