Le intimidazioni a Ricadi finiscono in Parlamento
L’interrogazione urgente del senatore dei Ds Nuccio Iovene al ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu
Iovene.
– Al Ministro dell’Interno. – Premesso:
– che negli ultimi giorni in provincia di Vibo
Valentia si sono intensificati gli atti intimidatori contro strutture
turistiche della zona;
– che, segnalando alcuni degli episodi più
recenti, nella notte tra il 15 e 16 giugno a Ricadi, in provincia di Vibo
Valentia, sono state fatte tre intimidazioni contro un villaggio turistico, un
minimarket ed un albergo, ed in particolare alcune bottiglie di plastica
contenenti liquido infiammabile sono state trovate davanti all’ingresso del
villaggio turistico "Cala di Volpe" in località Torre Marino, davanti
al minimarket Grotticelli di Capo Vaticano e nei pressi dell’Hotel Sharon di
Capo Vaticano;
– che nella notte tra il 17 ed il 18 giugno sono
stati sparati cinque colpi di pistola calibro 7,65 contro il cancello del
villaggio turistico "Costa Azzurra" di Capo Vaticano a Ricadi;
– che un attentato dinamitardo è stato compiuto
nella notte tra il 18 ed il 19 giugno contro il villaggio turistico
"Sole-Mare" di Capo Vaticano a Ricadi. La forte esplosione della
bomba carta ha provocato danni ad alcuni infissi;
– che il proliferare di questi atti intimidatori
desta fortissime preoccupazioni tra gli operatori turistici della zona che si
sentono indifesi rispetto all’aggressione della criminalità organizzata;
– che questi atti criminali colpiscono
sistematicamente imprenditori quotidianamente impegnati nella crescita di un
territorio creando notevoli problemi sia dal punto di vista occupazionale, con
conseguente perdita di posti di lavoro, sia dal punto di vista degli
investimenti e delle attività future che potrebbero spostarsi in luoghi
considerati più sicuri;
– che questi atti criminali alimentano anche una
reazione di paura tra i cittadini che vengono così disincentivati a venire in
Calabria per trascorrere le loro vacanze, o, com’è successo di fronte ad
episodi efferati di violenza verificatisi nelle scorse estati sulle nostre
spiagge, possono disdire i loro soggiorni con grave danno economico e di
immagine per l’intera provincia;
– che è necessaria ed urgente la massima
vigilanza di tutti gli organi dello Stato, ed in particolare delle Forze
dell’Ordine, affinché i cittadini possano tranquillamente vivere le loro
vacanze e gli imprenditori possano svolgere la loro attività in un clima di
serenità, lontano da violenze e atti intimidatori;
– che questi gravi atti di intimidazione
offendono la coscienza civile di un’intera collettività;
– che i tentativi di condizionare le attività
imprenditoriali da parte di ambienti criminali si vanno ripetendo in queste
settimane anche in altri centri calabresi suscitando un’analoga forte
preoccupazione;
considerato
– che Capo Vaticano è la punta di diamante del
turismo calabrese con 1 milione di presenze l’anno e 5000 addetti ed è evidente
che la presenza della criminalità organizzata è il principale ostacolo ad ogni
ipotesi di sviluppo e di crescita;
– che finché si registreranno episodi del genere
a rischio sarà messa non solo la sicurezza nella provincia di Vibo Valentia ma,
anche lo stesso sviluppo economico e sociale e questo, le forze sane della
società calabrese e le istituzioni democratiche, non possono tolleralo;
– che le strutture turistiche in questione
operano nel comprensorio turistico più importante della regione e hanno
influenza su tutto l’assetto economico ed occupazionale della provincia;
si chiede di sapere
– quali iniziative si intendono assumere al fine
di garantire ai cittadini che scelgono di passare le proprie ferie nella
provincia di Vibo Valentia e agli operatori turistici di questo territorio che
le loro attività si svolgano in un clima di serenità e un livello di sicurezza
adeguato;
– se non si ritenga opportuno, visto quanto
esposto in premessa, predisporre un piano straordinario di tutela e vigilanza
prevedendo un controllo attento del territorio ed una valida azione preventiva
e repressiva a partire dal prossimo periodo estivo anche attraverso un
rafforzamento della presenza sul territorio delle Forze dell’Ordine, superando
l’ottica che tende a rapportare questa presenza al numero di abitanti (che a
Ricadi sono solo 4.000) ma alla particolare pericolosità del momento ed al
notevole afflusso turistico.






