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Ultimo giorno del premio Ilaria Alpi

Giornata d’intensa attesa per la premiazione finale durante la quale sarà consegnato il premio per la libertà di stampa a Roxana Saberi. Tutto il giorno è stato ricco d’incontri, dibattiti e presentazioni di libri. E’ stato illustrato un progetto editoriale dal titolo "Atlante delle guerre", un’enciclopedia sui conflitti in atto in tutto il mondo. Il libro sarà pronto per ottobre 2009 e ha il pregio di raccogliere in un unico volume tutte le 41 guerre che si stanno combattendo nel globo, anche quelle dimenticate dai media italiani.

Dibattito dopo dibattito è arrivato il momento della premiazione. Ad aggiudicarsi il Premio produzione è stato "Libertà in esilio", un documentario incentrato sulla libertà di stampa che attraverso la testimonianza di tre giornalisti rifugiati in Francia descrive le difficoltà dei tanti operatori dell’informazione che con le loro denunce e inchieste rischiano la vita in paesi ostaggi di dittature e di sistemi politico-criminali. Il documentario "I colori dell’agave", nato da un idea di daSud, è giunto finalista nella sezione premio produzione. DaSud non ha vinto, ma comunque ha portato al Premio le sue riflessioni, le sue storie, i suoi video narranti di un popolo sofferente e oppresso che tuttavia vuole reagire all’ingombrante presenza mafiosa.

L’ultimo giorno in memoria di Ilaria è stato anche la giornata delle proiezioni delle tantissime inchiesta di Current Tv, tra queste "I martiri della camorra" su Don Peppe Diana. Il bilancio della presenza di daSud al Premio Ilaria Alpi è sicuramente positivo. Sono stati tre giorni intensi in cui è avvenuto in continuo scambio di idee e di proposte per il futuro. La ricerca della verità e della giustizia che hanno portato Ilaria e Miran per l’ultima volta in Somalia è anche il faro che illumina il percorso di daSud.
La realizzazione dell’archivio multimediale on-line, strumento di diffusione e di ricerca della verità, ne è la dimostrazione dato che vuole essere un mezzo per l’affermazione della giustizia in una terra che ancora aspetta stordita, dal tanto sangue versato, la sua alba. Al prossimo anno, dunque, Ilaria e Miran. Sperando che dopo quindici anni di oscurantismo della verità si possa inaugurare il premio facendo i nomi dei veri complici, mandanti e assassini dei due giornalisti.