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Nordisti, acciaio e mafia – la scheda

"Gli articoli e i discorsi raccolti in questo volumetto intendono denunziare il falso unanimismo sulla cosidetta "centralità del Mezzogiorno" della politica nazionale ed esprimere un netto rifiuto delle medicine propinate secondo le stagioni e preparate con gli stessi ingredienti sebbene presentate con etichette diverse. Non intendo difendere i meridionali o cancellare le loro colpe (…). Voglio solo combattere pregiudizi diffusi alimentati da interessi e veline non ignoti. L’ipocrisia meridionalistica è diventata insopportabile. Se c’è un meridionalismo accattone, c’è anche, e pernicioso e prepotente, un nordismo del "lupo e dell’agnello". "Farsi carico dei problemi del Mezzogiorno" è una formula rituale per scaricarsi la coscienza, come in questo cattolicissimo paese si fa la comunione per scaricarsi dei peccati e ricominciare da capo".

Con questa premessa Gaetano Cingari dava alle stampe nel 1977 "Nordisti, acciao e mafia", raccolta interventi dedicati al Mezzogiorno e alla chimera dell’industrializzazione. Sullo sfondo la vicenda del V centro siderurgico di Gioia Tauro sul quale, scrive Cingari nel 1976 in una lettera al direttore di La Repubblica, "si continua a scherzare come col fuoco e coi sentimenti e i bisogni di queste popolazioni si tiene – lo si voglia o no – un contegno di tipo coloniale".