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‘Ndrine nel mondo, tra globalizzazione e tradizione

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È stato sindaco di Stirling dal 1997 al 2005, esponente di vari consigli regionali e presidente di importanti associazioni locali, di comitati comunitari e di alcune associazioni di cittadini italiani. Considerato un autorevole membro della Chiesa cristiana locale, nel 2002 è stato insignito del Meritorious Service Award, un prestigioso riconoscimento civile rilasciato dal Western Australia Local Government Association, e, nel luglio del 2009, gli è stato conferito l’esclusivo titolo di "Cittadino Onorario" della municipalità di Stirling. Tony Vallelonga, il capobastone australiano, è il simbolo di una ‘ndrangheta che si è radicata in tutti i continenti.

Le caratteristiche non cambiano, in Calabria come in Australia le ‘ndrine corrompono e sparano, comprano e acquisiscono, fanno impresa legale e illegale. Uniscono il metodo violento, negli anni più sfumato, alla raffinatezza finanziaria. La ‘ndrangheta è una rete globale. Un network sostenuto dai numerosi collaboratori esterni all’organizzazione che a Reggio Calabria come a Perth trovano conveniente affidarsi ai mammasantissima della ‘ndrangheta per risolvere una questione spinosa, o accettare i servizi a basso costo offerto dalle imprese degli ‘ndranghetisti. Nel sistema economico ultraliberista attuale, i capibastone hanno trovato l’essenza del fare profitto. E hanno spinto alla rendita massima una merce, la cocaina, che riesce a moltiplicare i guadagni in maniera esponenziale. Nessuna merce come la coca trafficata dai brooker della ‘ndrangheta riesce a moltiplicare l’investimento iniziale. Creano capitale e offrono servizi alle imprese a basso costo. La ‘ndrangheta neoliberista in fin dei conti fa comodo a molti impresari.

"Ma fanno schifo tutti… fanno schifo… perché noi… da Siderno all’Australia noi non possiamo operare, perché se è la… se non è buono là non è buono neanche qua…". E’ il commento di don Peppe Commisso di Siderno, il "Mastro", che condivide i dubbi di Tony su alcuni affiliati. Ne parlano a Siderno, nella lavanderia-covo del centro commerciale messo in piedi dalla cosca Commisso. Tony Vallelunga si trovava in Calabria, in vacanza, ne ha approfittato per salutare e ossequiare un po’ di compari e discutere con i pezzi da novanta di alcune questioni interni all’organizzazione. E sottopone al "Mastro" un secondo problema: un affiliato vorrebbe rendersi autonomo dal "Crimine" australiano. "Non gli possiamo permettere queste cose" convengono i due, e Vallelonga è ancora più secco: "Non gli possiamo permettere queste cose, se tu non sei buono là non sei buono neanche qua…. fino a quando campo io, tu locale non ne prendi e basta". Scelte che vanno discusse con i capi calabresi.

Una ‘ndrangheta dall’anima unitaria, fedele nei secoli alle sue strutture, capace di modellarsi ai modelli economici esistenti. Libertà economica per le ‘ndrine, ma un forte legame alle tradizioni arcaiche, che vanno ribadite, applicate e rispettate da tutti. A San Luca come a Sperling, doti, locali, affiliazioni, sono meccanismi che riproducono le strutture dell’organizzazione e sulle quali ci sono determinati passaggi da seguire. Quando si tratta di investimenti economici, invece, il discorso è molto diverso. I boss hanno la massima libertà, non esistono prassi antiche che dettano regole e usi. Nell’economia la ‘ndrangheta agisce slegato da qualunque briglia etica e conquista settori, ottenendo monopoli su monopoli.

A febbraio 2011, la Dda di Reggio Calabria porta a termine l’operazione "Crimine 2". Da quelle carte emerge il volto internazionale della ‘ndrangheta "con propaggini in importanti Stati europei come la Germania (accertate nelle città di Singen , Rielasingen , Radolfzell , Ravensburg , Engen e Francoforte ) e la Svizzera (a Fravenfeld e Zurigo)". E’ quanto scrive il gip, che aggiunge: "In queste località, come si avrà modo di rilevare, è stato replicato il modello strutturale della ‘ndrangheta calabrese. Le suddette ramificazioni criminali, seppur dotate di una certa autonomia, relativamente alle classiche forme di manifestazione mafiosa, in realtà sono rigidamente dipendenti alla ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria a cui rispondono". Nell’ordinanza sono elencati gli affiliati dei locali esteri, vere e proprie cosche di casa nostra.

In Australia come nel nord Europa gli ‘ndranghetisti hanno ricreato la rete di relazioni sociali che li ha resi invisibili e potenti in Italia, in grado di penetrare nel tessuto economico legale e radicarsi nella quotidianità di quei territori. Lo stesso è accaduto in Canada, dove esistono due locali, uno a Thunder Bay e il secondo a Toronto. Ma nelle informative del Ros si parla anche di "altri locali" canadesi. "Non vi e’dubbio che questi organismi mutuino struttura e legittimazione dai paralleli organismi calabresi e che tra le menti criminali sedenti sulle opposte sponde dell’oceano vi sia un rapporto di subordinazione di quelle canadesi rispetto a quelle calabre tanto e’ vero che e’ motivo di forte riprovazione da parte del "Mastro" Commisso Giuseppe il fatto che alcuni affiliati del Locale di Thunder Bay si siano recati nell’area ionica della provincia reggina, durante l’estate del 2009, e abbiano omesso di presentarsi, preventivamente, al Mastro di giornata del mandamento ionico di riferimento come atto di deferente ospitalità e sottomissione". E’ uno stralcio di "Crimine 2" , che racconta le dinamiche relazionali tra locale e globale. E’ una ‘ndrangheta "Glocal". E a detta di Giuseppe Commisso, il capo di Siderno, in Canada è presente la struttura "Il Crimine" con sede "legale" a Toronto. A Thunder Bay i capi del locale sarebbero tale "’Ntoni capra" e "Rocco". I nomi o soprannomi dei vertici del Crimine canadese non sono stati resi noti, ma la sua esistenza emerge dai dialoghi tra il "Mastro" Commisso e alcuni affiliati canadesi. Esponenti ‘ndranghetisti che si muovono in maniera anonima e professionale. Uno degli arrestati nell’operazione Recupero del 2011, Michele Giorgino, residente tra Siderno e Toronto, aveva un permesso di soggiorno provvisorio per motivi di lavoro. Che lavoro? "Dirigente compratore presso la Washington Produce Brokers di Toronto".