ANSA/ 'NDRANGHETA: MAXIPROCESSO A MILANO, 110 CONDANNE A BOSS
GUP CERTIFICA ESISTENZA 'CUPOLA' LOMBARDA;16 ANNI PENA PIU' ALTA
(Di Igor Greganti)
(ANSA) - MILANO, 19 NOV - In Lombardia esiste una 'cupola'
dell'ndrangheta, che si e' infiltrata nel tessuto
imprenditoriale e istituzionale. Lo ha messo 'nero su bianco' il
gup di Milano Roberto Arnaldi che, leggendo per oltre un'ora il
dispositivo della sentenza dopo oltre 32 ore di camera di
consiglio, ha condannato 110 presunti affiliati alla mafia
calabrese, confermando l'impianto accusatorio della Dda di
Milano, guidata da Ilda Boccassini.
A meno di un anno e mezzo di distanza dal maxi-blitz
'Infinito' del luglio 2010, che ha portato in carcere piu' di
170 persone nella sola Lombardia, stasera, dopo un giorno e
mezzo di attesa (il gup ha deciso ieri di prolungare la camera
di consiglio) il giudice di primo grado, con rito abbreviato, ha
certificato l'esistenza in Lombardia di una struttura di vertice
dell'ndrangheta, la 'Provincia'. Struttura poi ramificata in 15
'locali' (cosche) sparse tra Milano e i Comuni limitrofi. Il
tutto al termine di uno dei maxi-processi con il maggior numero
di imputati in assoluto nella storia giudiziaria italiana. Gli
imputati erano in totale 119 (39 sono ancora a processo con rito
ordinario) e solo per 8, che non avevano contestata
l'associazione mafiosa, e' stata dichiarata l'assoluzione e per
uno l'estinzione del processo perche' deceduto.
Il giudice ha 'limato' un poco le pene, che erano state
richieste dal pm della Dda Alessandra Dolci, la quale, assieme
al collega Paolo Storari e all'aggiunto Boccasini, ha portato
avanti le indagini, partite nel 2003 semplicemente seguendo un
traffico di droga dal Sudamerica e proseguite, soprattutto
attraverso l'uso delle intercettazioni, fino a ricostruire la
'tela' tessuta dagli affiliati delle diverse 'locali'. Sedici
anni la pena piu' alta inflitta ad Alessandro Manno, capo della
'locale' di Pioltello (20 anni era stata la richiesta). Dodici
anni di condanna per Pasquale Zappia (si e' sentito male dopo la
lettura del dispositivo), che nel famoso vertice tra boss nel
centro intitolato a Falcone e Borsellino dell'ottobre 2009 a
Paderno Dugnano, anche filmato dalle telecamere degli
investigatori, sostitui' come 'capo dei capi' Pino Neri. Per
quest'ultimo e' in corso il processo con rito ordinario, come
per l'ex direttore della Asl di Pavia, Carlo Antonio Chiriaco.
Due i politici imputati nel maxi-processo: l'ex sindaco di
Borgarello (Pavia), Pasquale Valdes, condannato a un anno e
quattro mesi per turbativa d'asta, e l'ex assessore provinciale
milanese Antonio Oliverio, che e' stato assolto come chiesto
dalla Procura.
Dall'indagine 'Infinto', come ha spiegato lo stesso pm Dolci
nella requisitoria, oltre all'infiltrazione delle cosche nel
mondo imprenditoriale, soprattutto nel settore edile e del
movimento terra, sono emerse anche ''una serie di iniziative di
carattere elettorale'' da parte dei boss dell'ndrangheta per
entrare nel mondo politico ''sia a livello locale che a livello
regionale''. Tutto cio' oltre ai classici metodi mafiosi: gli
inquirenti hanno contato 130 incendi dolosi e 70 episodi di
intimidazione. Cosimo Barranca, capo della 'locale' di Milano,
e' stato condannato a 14 anni, Pasquale Varca a 15 anni,
Vincenzo Mandalari, capo di Bollate, a 14 anni, mentre Salvatore
Strangio, che secondo l'accusa aveva in mano la Perego Strade,
e' stato condannato a 12 anni. Un solo imputato e' stato
scarcerato e la pena piu' bassa e' stata di 4 mesi. Per la
Regione Lombardia e per diversi Comuni, tra cui quello di
Bollate, che si erano costituiti parti civili e' stato
riconosciuto il risarcimento che dovra' essere quantificato in
sede civile. Quando il gup ha terminato di leggere la lunga
sentenza, dalle gabbie sono partiti urla ed insulti, con alcuni
imputati che hanno cominciato a gridare ''buffoni'', anche
all'indirizzo dei loro legali. (ANSA).