>

Sette chilometri nella città dolente

REGGIO CALABRIA – La conferenza stampa per presentare la marcia della Pace Reggio-Archi fu convocata venerdì 27 settembre 1991. La foto di Mario Nasone, Gianni Pensabene, Nuccio Barillà, Antonia Lanucara, esponenti del coordinamento della associazioni promotrici dell’iniziativa, campeggiava il giorno dopo sulla pagine regionali della Gazzetta del Sud sotto il titolo "Guerra non violenta alla mafia". Un ossimoro per richiamare alla mente l’altra, di guerra, che da sei anni vedeva fronteggiarsi le cosche della ‘ndrangheta in uno scontro senza quartiere: alla fine i morti ammazzati saranno quasi 700. Dell’armistizio sancito sul sangue del giudice di Cassazione Antonino Scopelliti, trucidato nell’agosto 1991 a Campo Calabro, i reggini, nell’autunno di quell’anno, non hanno ancora consapevolezza. Guerra o non guerra, d’altronde, in quei giorni nella città dolente le pistole non tacciono. Il 28 settembre a Villa San Giuseppe vengono assassinati Demetrio Quattrone e Nicola Soverino. Una settimana prima era toccato al vigile urbano Domenico Filocamo.

Per marciare contro la mafia il 6 ottobre arrivano a Reggio in migliaia e da tutta Italia. In treno, pullman, automobile. Laici e cattolici. Vecchi e giovani. Partendo dai cancelli dello stabilimento delle Omeca, nella zona sud di Reggio, sfileranno per sette chilometri fino a raggiungere il quartiere di Archi, il cuore della guerra di ‘ndrangheta che resterà duro di fronte ai manifestanti. Il corteo – ricordano i testimoni e raccontano i cronisti – sfila nel silenzio surreale del rione. L’unico segnale di benvenuto arriva dalle campane della chiesa che il prete decide di suonare a festa.

A quella giornata di resistenza antimafia, nel ventesimo anniversario della marcia, abbiamo deciso di dedicare questo speciale che, come sempre, mescola linguaggi, comprende documenti giornalistici e giudiziari (rassegna stampa, ricostruzioni dedicate alla guerra di ‘ndrangheta e alla cosca De Stefano, sentenza del processo Olimpia), racconta il passato (la campagna e il diario collettivo "C’ero anch’io") con un occhio al presente (Reggio-Archi, 20 anni dopo: più nero che bianco). E come sempre, non ha la presunzione della completezza. Di seguito i materiali dello speciale che contiamo di arricchire con il contributo di tutti voi.

Le mappe

C’ero anch’io – il diario della Reggio-Archi di Patrizia Riso

Rc-Archi, 20 anni dopo: più nero che bianco di Romina Arena

C’ero anch’io – racconta la marcia Reggio-Archi di stopndrangheta.it

I giornali

Il corteo attraversa Reggio. L’Italia sfila contro l’altro Stato di Pantaleone Sergi – La Repubblica (08/10/1991)

Mafia: "Marcia per la Pace" a Reggio Calabria di Maria Grazia Romeo – Ansa (06/10/1991)

La "Marcia della Pace" in un santuario mafioso di Pantaleone Sergi – La Repubblica (06/10/1991)

Quando la città si ribellò: la marcia Reggio-Archi di redazione

La marcia Reggio-Archi nei telegiornali nazionali di redazione (06/10/1991)

I documenti

La cosca De Stefano, dall’ascesa alla caduta di Ansa (22/02/2004)

Breve storia della ‘ndrangheta 3/3 di redazione

Le sentenze

Il maxiprocesso Olimpia di Corte d’Assise di Reggio Calabria (19/01/1989)

La galleria

Reggio-Archi, 20 anni dopo: più nero che bianco (foto) di Romina Arena

I giovani in piazza per la pace